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Come ogni fine anno si tirano le somme di quanto fatto e si tracciano le linee guida di quello che si vorrà fare e di quel che succederà. Nessuno naturalmente ha la sfera di cristallo ma abbiamo la fortuna di essere ogni giorno sul mercato e quindi di toccare con mano per primi quali siano le necessità delle aziende e dove il mercato sta andando. Report di analisi, elaborazione dei dati, interviste, abbonamenti Gartner etc aiutano come metro generale ma è poi sulle aziende che si gioca la partita, nella voglia di cambiare e nella necessità di farlo per mantenersi sempre preformanti e competitive spendendo dove il ritorno d’investimento sia il più rapido possibile. In un anno che ha dimostrato come la pressione verso le scelte demandate al management che si occupa di IT sia sempre maggiore (prova ne sia che molti IT manager ora cambiano posizione finendo “sotto” dirigenti amministrativi / Finanziari), puntare il dito sulla scelta corretta può rendere il futuro dell’azienda migliore o peggiore. Quest’articolo cerca di fare un po’ di luce su quello che potrebbe accadere e sui trends che ci aspettiamo in questo 2015

I trends vengono presentati senza nessun ordine in particolare, in oltre, le tecnologie considerate riguardo sopratutto le scelte strategiche riguardanti le infrastrutture e gli argomenti a contorno, considerato che Arda Solutions è specializzata in questo, di questo parliamo!

All flash array (One layer to rule them all):  Iniziamo quindi dal layer che punta a migliorare tutto : una cache fra la vostra SAN e le vostre applicazioni che migliora e cambia ribaltando completamente la tecnologia attuale. Con l’abbattimento dei prezzi dei banchi RAM e il miglioramento (o la creazione) dello strato software necessario per mantenere coerenza e performance si stanno affacciando sempre più sul mercato prodotti all-flash array (meglio dire: all Ram Array) interessanti anche per le medie aziende italiane in grado di migliorare le performance dell’infrastruttura virtuale, e che spostano (letteralmente) l’investimento non più sull’aumento delle meccaniche ma sull’accelerazione nell’accesso ai dati (cioè l’avvicinamento dei dati alle applicazioni). Il tema è abbastanza caldo e, a fianco ai soliti nomi noti, come EMC2 e NetApp si sono affiancati anche nomi ancora in round come Proximal Data (di recente acquisita da Samsung), o uno su tutti,  Pernixdata. Le funzionalità e le feature sono molto sentite anche se riguardano sopratutto il mondo virtuale, ma se non ne avete abbastanza e non volete virtualizzare (per esempio) la vostra infrastruttura Oracle, nessun problema, ce n’è per tutti i gusti!

Cloud to cloud (multiple place for different data): Di recente abbiamo scritto riguardo all’adozione sempre maggiore del cloud, anche se stenta ancora ad essere utilizzato (e in molti casi a ragione, perché come sempre è bene capire di cosa si ha bisogno prima di fare un investimento) è innegabile che molti progetti ormai nascono, vivono e muoiono con un infrastruttura “total cloud” nel mezzo. E’ naturale che, il passo successivo sia mettere i dati al sicuro: naturalmente un infrastruttura cloud ha già tutte le accortezze del caso, sincronizzazione, copia di dati etc ma, il backup in se non è “per applicazione” ma più che altro “per infrastruttura”; In oltre, è evidente che anche in progetti di cloud ibrido mantenere una mole di dati nel tempo allo stesso prezzo anche se solo in forma di backup “di sicurezza” non più acceduti può risultare un costo “esplosivo”. Sarà quindi sempre più importante nei progetti definire anche le backup policy “cloud to cloud” oppure definire a livello aziendale una policy di data retention: considerato l’aumento delle analisi sui dati storici si tenderà sempre meno a “buttar via” (già da tempo la ritenzione di molti dati è a tempo indeterminato), anche in questo caso un sistema multi tiering che includa il cloud sarà sempre più ricercato: il primo livello per i dati più acceduti, il secondo per i dati raramente acceduti e il terzo livello per i dati da salvare a tempo indeterminato. Un analisi dei costi per Giga sullo storage di primo livello potrà già dare un idea del costo e della scelta (per esempio) di usufruire di un terzo livello su Amazon Glacier (ottimo prodotto fra l’altro da noi utilizzato in più di un progetto)

Converge everything (software defined everything, again): Infrastrutture sempre più modulari, collegate dal software che è parte integrante dell’infrastruttura e che scala all’esterno verso nuovi moduli o integrandosi nel cloud. Già quest’anno la convergenza è stata un hot topic ma, non tutto quello che si era immaginato si è realizzato. Scegliere di passare ad un infrastruttura convergente implica anche un investimento che, sebbene con tutte le ragioni possibili di ROI e TCO, non tutte le aziende si sono sentite di affrontare. Il software defined sebbene resta il futuro, ha mostrato i suoi limiti e anche le integrazioni con il cloud (una su tutte Hyper-V e Azure) richiedono un impegno che è direttamente proporzionale alla miriadi di applicazioni critiche collegate all’infrastruttura. All’orizzonte però i big (in testa DeLL e vmware per lo strato storage vsan) e le new entry (in testa Nuntanix per il virtual storage) stanno rivedendo il messaggio e la tecnologia interpretandolo ognuno secondo il proprio segmento: il 2014 è stato l’anno per l’adozione di massa di soluzioni convergenti, il 2015 continuerà a ritmo serrato.

Great data analytics and Data mining (Good data over Big data): Il fenomeno dei big data è la naturale conseguenza di quanto detto fino adesso: le aziende tendono sempre più a ritenere i dati a tempo indeterminato e a creare sistemi in grado di elaborarli il più velocemente possibile di modo da poter fare valutazioni sul futuro e supportare i vari attori nel processo decisionale. Le infrastrutture vanno di pari passo però, si evolvono e diventano sempre più performanti e la stessa cosa si può dire dei sistemi “classici” che si evolvono secondo le necessità. Per questo nel 2015 l’hot topic resterà “Big Data” ma più specializzato e riferito ai “Good Data”. Perché i dati diventino “buoni” (cioè utili ai fini dell’analisi) sarà importante evolvere l’approccio alla loro analisi: non solo sempre più dati ma software in grado di manipolarli in grande quantità e renderli capaci di supportare in tempo reale le decisioni. Il trend quindi non riguarda solo il big data ma, sopratutto, il data mining: raccolta dati anche in real time da ogni device,  e da ogni componente dell’infrastruttura, capacità di profilare le abitudini utente e integrare queste informazioni all’interno di un flusso dati costante che produca informazioni utili all’azienda.

Mobility for all (ask from mobile, compute fast): Questo topic parla ancora di convergenza ma rispetto a mobile e cloud: entrambe i mondi infatti sono nati praticamente insieme, e si evolvono insieme convergendo sempre più. Le applicazioni tendono sempre più ad essere fruibili da ogni tipo di device (molte più applicazioni web in responsive design). I team che sviluppano queste applicazioni sono team sempre più indipendenti che “consumano” il cloud in modalità self service contando sulla possibilità di scalare sopra o sotto in ogni momento e per farlo, creano e evolvono la propria applicazione in modo che sia in grado di farlo in autonomia. Le applicazioni mobile quindi non sono altro che l’ennesimo modo di fruire della stessa applicazione, applicazione che si presenta in mobilità ma sfrutta la potenza di calcolo del cloud. I meccanismi di interscambio (sopratutto per i dati) evolveranno sempre più e questo porterà ad avere applicazioni intermedie che mediano le richieste, sia lato client sia lato server per diminuire la quantità di dati scambiati, aumentare le performance e permettere a tutti in ogni momento di vedere lo stato dell’applicazione in real time. Questo, dal punto di vista infrastrutturale, significherà sollecitazioni maggiori, un numero maggiore di dati e una dipendenza maggiore dallo strato software, sia infrastrutturale che applicativo, il tutto in un futuro fatto di IoT, gaming, wearables etc

DevOps (convergence infrastructure and application): Software defined, converged infrastructure, analytics, cloud e mobility portano tutti i trend verso un unico punto: il divario (o divisione) fra ciò che è infrastruttura e ciò che è software (applicazioni) si sta sempre più assottigliando. Chi si occupa di infrastrutture dovrà sempre più coordinarsi con chi sviluppa e genera applicazioni: non più delivery on demand ma applicazioni che nascono e si integrano all’interno del ciclo infrastrutturale. La metodologia DevOps (Già da tempo adottata da Arda Solutions all’interno di Infrastrutture Agili per sviluppo Agile) è la risposta a questo: automatizzare il delivery della componente infrastrutturale all’interno del processo di sviluppo che a sua volta influenza l’infrastruttura. Questa metodologia, ancora una volta, è il risultato dell’accelerazione del mercato e della necessità di integrare tutti i processi per velocizzare il time-to-market e riuscire a seguire cicli di sviluppo sempre più rapidi e serrati, abbassando la propagazione degli errori e aumentando l’interazione. L’uso di software come puppet o SCOM, per esempio, è già ora un metodo per introdurre più automazione possibile fosse anche solo a livello infrastrutturale. Una volta poi portata tale automazione, integrarla con i processi di sviluppo è solo “il miglio in più” da compiere.

Unified Monitoring (not about checks, all about data and Prediction): Considerata la mole di componenti da tenere sotto controllo è naturale che il sistema di monitoring dovrà assumere un ruolo centrale. Molti dei device (e anche delle applicazioni) espongono già (e chi non lo fa si dovrà adattare) componenti e/o API per essere monitorati ma, l’annoso problema del monitoring andrà sempre più definendosi. Sarà infatti centrale, come già spiegato prima, avere le informazioni (quindi i dati) e non solo il mero allarme. Considerata la quantità di device in gioco non si potranno più gestire le migliaia di mail generati da alerts (spesso) inutili. Il modello quindi sarà sempre più legato ai dati, e solo successivamente (e opzionalmente) agli alerts. Ecco perché il modello che emergerà sarà di “unified monitoring”: non solo monitoring ma anche analyitics e quindi prediction (che per le infrastrutture significa capacity planning). La differenza sostanziale sta qui: la scelta dovrà essere fatta su uno strumento in grado di accogliere i dati provenienti da più fonti, in funzione di questi dati potrà decidere se inviare un allarme (anche aggregando tali dati) e in più dovrà generare informazioni a supporto delle decisioni future.

Integrated Security for everyone (Security, security, security): L’ultimo grande topic riguarda sicuramente la sicurezza: è necessario che essa sia sempre al centro di ogni decisioni ma, va da se, che se la scelta di “portare fuori dal perimetro” dati che riguardano l’azienda sarà la scelta futura, è naturale che la sicurezza dovrà essere sempre più intrinseca. La scelta di quest’anno è stata per molti quella di procrastinare determinate scelte in funzione della sicurezza, ma queste scelte non potranno essere più rimandabili, al posto di evitare sarà meglio approfondire meglio e scegliere soluzioni in grado di fornire sicurezze intrinseche. Per il cloud, per esempio, le cifrature in realtime sui dati (non solo il canale di trasmissione) dovranno essere sempre prese in considerazione aldilà del CSP (la chiave deve rimanere necessariamente in mano mia). In oltre, sarà necessario utilizzare modelli di sviluppo più rapidi che possano risolvere bug e problemi nel più breve lasso possibile (vedi heartbleed)

IoTwearable3D Printing restano anch’essi trend importanti che si integreranno con le tecnologie appena descritte. In molti casi continueranno a “consumare” le infrastrutture nei nuovi modelli qui descritti, in altri casi invece si integreranno sempre più annullando quasi del tutto la differenza fra applicazione e infrastruttura.

Questo è l’ultimo post del 2014, da tutta Arda Solutions i migliori auguri di buone feste, e di un 2015 sereno, piacevole e pieno di novità! A presto, sempre su queste pagine!

 

Comments on: "Scelte strategiche e trends IT 2015" (1)

  1. […] più le aziende tendono a scegliere (e, in generale, nella capacità dei sistemi di adattarsi ai nuovi trend) Microsoft ha già immerso questa nuova versione all’interno dei workflow necessari per […]

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