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ellisonkeynote12c

Siamo un po’ latitanti dal punto di vista delle novità del nuovo di casa Oracle Database! Siamo sicuro che avrete già letto tonnellate di articoli riguardo alle tonnellate (letteralmente) di feature introdotte con la versione 12c … Ci teniamo però anche noi a dare il nostro punto di vista riguardo alle caratteristiche più interessanti, in futuro poi ne approfondiremo gli aspetti e gli usi pratici giorno per giorno..

Direi che, caratteristiche da DBA puro a parte, la cosa interessante sopratutto è il radicale cambiamento di approccio, la 12c è un infrastruttura che strizza l’occhio (dichiaratamente!) al cloud, all’alta affidabilità intrinseca e porta in pancia alcune features tipiche dei database nati “nel web”! La “rottura” portata rispetto all’ultima versione sta in 2 parole: Multi TenancyPluggable database

Innanzitutto il grande salto fatto da oracle è stato quello di passare da una piattaforma database pensata per stare staticamente in un infrastruttura aziendale ben definita (oracle 11gR2) ad una piattaforma che fosse “multi posizione”, “multi funzione” in una parola “multi” … Per fare questo c’è bisogno che l’entità di cui si sta parlando (in questo caso il database) sia agnostica rispetto ad hardware, release e piattaforma che è poi la definizione di quello che si propone il paradigma cloud dell’Infrastructure as a service .

Questo nuova prospettiva si traduce in pratica nell’introduzione di 2 componenti che di fatto dividono l’infrastruttura: il CDB (Container Database) e il PDB (Pluggable Database). I nomi delle componenti sono abbastanza auto esplicativi.

Il CDB è il contenitore, quello che si preoccupa di fornire l’infrastruttura base più le parti comuni dei PDB. Viene definito anche “root container” ed è, in rapporto ai PDB, uno a molti. I componenti fondamentali sono:

  • CDB$ROOT : Contiene tutti i metadati e gli utenti propri di oracle
  • PDB$SEED : Un contenitore (in readonly) contenente “la base” per la creazione dei nuovi PDB
  • User Created PDB : appunto, i PDB creati per contenere i dati e le funzionalità per quello specifico database.

I PDB, invece, sono di fatto i “vecchi database” che con il CDB condividono tutta la base oracle e di fatto “appartengono” al CDB. All’interno dei PDB si può lavorare come su un qualsiasi database, come se fosse un unica istanza separata con amministratori unici (e validi solo per lo specifico PDB) e tablespace unici. I PDB sono completamente retro compatibili e possono essere raggiunti specificando (come si fa ormai quotidianamente) il service name collegato ad essi. 

Quest’architettura fa, già di per se, capire come sia possibile (pensato e garantito) spostare uno o più PDB velocemente verso nuovi CDB in modo semplice e trasparente.

Altro fattore importante sta nella modifica delle security: E’ stato introdotto di fatto il SYS per le operazioni CDB e degli amministratori “relagati” ai soli PDB e inoltre, i PDB introducono di fatto una separazione “fisica” rispetto agli altri PDB.

Con questa nuova release oracle si proietta (giustamente) verso il futuro, e lo fa in grande stile, nello stile tipico di Oracle!

Nei prossimi articoli cercheremo di approfondire le altre novità più succulenti, sempre con esempi e comandi utili e sempre per cercare di ottimizzare al meglio la gestione del nuovo arrivato in casa Oracle.

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