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Innanzitutto è meglio fare delle scuse generali a tutti quelli che ci seguono e che nell’ultimo periodo ci hanno visto latitare. Il motivo non è legato ad una mancanza di argomenti (anzi!) ma solo dal fatto che le attività hanno preso un ritmo sempre più frenetico e, da una settimana all’altra, il momento in cui il prossimo articolo sarebbe stato pubblicato si rimandava.

Eccoci qui però oggi a parlare di Oracle 12c, ad un anno del suo rilascio. Dopo aver seguito alcuni importanti progetti di startup su 12c e (timidi) progetti di migrazione verso il nuovo arrivato Oracle, possiamo tirare qualche conclusione e definire meglio il mercato di riferimento: poco PMI e molte ENTERPRISE a prima vista, ma, se posizionato nel modo corretto e con le feature introdotte anche le PMI possono avere dei grandissimi vantaggi!

Prima di tutto un importante precisazione: il modello 12c “rompe” quasi completamente con il “vecchio” modello strutturale delle istanze oracle. Se prima ogni istanza viveva di vita propria e, al massimo, si appoggiava al sotto sistema di clustering / RAC ora le istanze sono suddivise in 2 tipi: un istanza contenitore e una o più istanze “pluggable”.

E’ evidente che con questo modello si vuole rendere più agevole la movimentazione fra infrastrutture potenzialmente eterogenee creando contenitori di meta dati comuni ed eventualmente distribuiti e altri contenitori con dati collegati alle applicazioni.

Fatte le dovute premesse riguardanti il “grande salto” possiamo anche dirvi che in realtà dal punto di vista tecnico le novità importanti sono ben altre, infatti il CDB non è altro che un DB pre 12c che contiene il catalogo, il system il temp e poco altro mentre il PDB è anch’esso un normale database pre 12c che gestisce i suoi tablespace etc . La cosa “golosa” da questo punto di vista è sopratutto per chi amministra il budget, infatti (esattamente come si faceva prima con RAC) con questo approccio sarà molto più semplice installare un unico “gigantesco” CDB e consolidare tutti i database come fossero tanti PDB, “buttando via” tutto il resto e pagando una licenza conosciuta e omni comprensiva.

In oltre, in un mercato che spinge sempre più verso la virtualizzazione e il software defined, la scelta di Oracle è, da un certo punto di vista contrastante (ma lo era già con la tecnologia RAC) e dall’altra parte offre una valida alternativa a chi considera i propri dati e, l’infrastruttura database in genere, un valore aziendale e ne vuole salvaguardare l’investimento.

La maggior parte dei nostri clienti sta portando alcune istanze in virtuale ma un altra buona parte sta scegliendo di consolidare mantenendo oracle (e i dati al suo interno) in un perimetro differente, con politiche slegate dall’infrastruttura in genere. Scelta saggia? I progetti di quest’anno con la 12c a fare da “faro” (la maggior parte dei progetti non prevedevano poi un adozione 12c immediata)  ci dicono di si. Si perché sebbene la virtualizzazione sia sufficientemente matura per supportare anche il carico di più di un database di produzione è altrettanto vero che, il costo a supporto di questa scelta, è molto volte dettato solo dalla “comodità” piuttosto che da una reale analisi del TCO . Conviene virtualizzazione una o più istanze DB ma è bene tenere sotto controllo anche la convenienza in termini di risorse.

Diverso il discorso quando a parlare sono le enterprise e in particolar modo se esse creano valore vendendo servizi basati sul “nuovo paradigma” oracle. Le licenze sono più snelle e le feature sono appositamente pensate per il “multi tenant database” resiliente by design e in grado di scalare all’esterno in caso di necessità, in oltre, l’estrema versatilità dell'”usa e getta” dei database permette di immaginare ambienti di sviluppo più comodi e rispondenti ai bisogno reali.

Insomma, come detto, novità che puntano al mercato enterprise e a chi necessità di feature particolari a supporto dell’infrastruttura di business. Per le PMI, a lungo andare, non converrà posizionarsi su questo tipo di prodotti se non nella loro versione cloud: infatti, una versione di questo genere avrebbe l’indubbio vantaggio di una gestione più snella da parte del CSP con notevole risparmi e quindi sgravio dei costi (Già di recente Amazon ha abbassato i costi riguardanti Oracle ed è probabile che nel 2015 vedremo ancora qualche altra limatura).

Se volete approfondire l’aspetto del “cloud database” ecco un ottimo articolo di Info World: http://www.infoworld.com/article/2611000/database/oracle-database-12c-review–finally–a-true-cloud-database.html

Abbiamo già pronti altri articoli più orientati alle nuove feature della 12c e correlati ai progetti di questo 2014, quindi, continuate a seguirci!

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