Arda Solutions s.r.l. | The Informal Blog

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Di Shadow IT ormai se ne parla abbondantemente da un po’ di tempo. Lo shadow IT è quel comportamento assunto (da alcuni anni a questa parte) da alcuni reparti per mantenere le richieste di risorse al passo del mercato che cercano di governare (vedi reparto Marketing, vendite etc). Noi ne avevamo già parlato qui, all’interno di un articolo più tecnico, ma evidenziando come le aziende, rinunciando alle evoluzioni cloud-like (quindi non necessariamente solo cloud: ma sopratutto provisioning rapido e automazione) di fatto prestassero il fianco allo shadow IT. Lo shadow IT insomma è il reparto marketing che, stanco di aspettare per qualche giga di spazio disco per scambiarsi file tra loro, apre un account dropbox e ci riversa tutta la campagna marketing del prossimo anno… E la colpa è solo dell’IT . (punto)

E’ interessante notare come i recenti studi evidenzino una netta crescita dello shadow IT (anche detto “IT fai da te”) segno evidente che, chi sceglie il futuro IT nelle aziende, lo fa inseguendo la novità e non proponendola in anticipo.

Si perché, a conti fatti, è questo che fa la differenza: riuscire a vedere oltre la cortina di fumo rappresentata dall’80% del tempo speso in attività day-by-day (no automation? Ahi! Ahi! Ahi! (cit.) ) e cercare di trovare soluzioni che di fatto siano veloci, elastiche e che non richiedano l’apertura di 200 ticket, 25 CR e un tempo di provisioning che vada oltre al giorno (alcune enterprise italiane sfiorano in alcuni casi il mese).

Il motivo sostanziale è presto detto: 20 anni fa l’utente medio non gli passava nemmeno per la testa di poter aprire un account dropbox in 5 minuti e caricarci sopra tutto lo scibile aziendale, questo perché la sua esperienza a riguardo era quella casalinga: banda costosa e strozzata, poco disco e capacità di calcolo limitata.

Poi è arrivato il cloud e non solo per le aziende (anzi, per le aziende proprio zero) ma sopratutto per i privati: la banda costa meno, i miei dati sono sempre online, sotto backup, sempre disponibili, condivisibili e il tutto in 5 minuti attraverso un interfaccia che ha fatto della gamification la sua punta di diamante.

Tutto bello, tutto veloce, comodo e giocoso e poi torno in azienda e mi ritrovo a dover combattere per dello spazio disco, che mi daranno chissà quando, dentro ad un sistema con un accesso lento e farraginoso mentre il mio capo (la mia azienda) mi chiede più velocità (giustamente) e più performance.

Questa in soldoni la motivazione maggiore: lo studio più autorevole che abbiamo trovato che descrive il fenomeno su un arco temporale di un anno è quello di ResearchNow su un campione di più di mille utenti.

Vi invitiamo a leggerlo per cercare di capire quanto facile sia incrementare l’uso non corretto degli strumenti informatici e quanto l’inefficienza del reparto IT incida su questo incremento.

La capacità di investire in tecnologie che permettano rapidità di utilizzo e velocità di adozione aiuta non solo a diminuire il dilagare dello shadow IT ma sopratutto diminuisce il time to market mantenendo tutta l’azienda capace di rispondere in modo veloce alla richieste di mercato appoggiandosi sempre più (per forza o per fortuna) al reparto IT

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