Arda Solutions s.r.l. | The Informal Blog

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E’ di poco tempo fa la notizia del più grosso outage targato azure (Microsoft cloud). L’intera infrastruttura (non alcuni pezzi ma proprio tutta l’architettura) si è completamente fermata (o meglio, non è stata più in grado di erogare servizi) e, quel che è peggio, si è tirata dietro tutti i servizi dei clienti che giravano sui propri datacenter. A dire il vero non è la prima volta che Microsoft incontra un problema di cosi vaste dimensioni e, questa volta come quella precedente, sembra che il problema sia legato ad alcune non meglio specificate componenti facenti parte dello storage.

La notizia, che avrà sicuramente colpito molti di quelli che si sono completamente affidati a Microsoft, fa riaffiorare un problema già ben noto: Il cloud non risolve nessuno dei problemi che avevamo in precedenza ma introduce una gestione agile delle infrastrutture, scegliere di utilizzare un unico CSP per le nostre applicazioni più critiche è una strategia poco lungimirante (in realtà non è proprio una strategia), che di fatto tronca le potenzialità offerte dall’approccio cloud e sopratutto ci espone a rischi (a dir la verità molto remoti) come questi.

Lo stato attuale di azure sembra tornato ora alla normalità, potete verificarlo voi stessi dalla pagina dedicata. Il problema fondamentale però resta: quale è la strategia più corretta per prevenire problemi di questo genere? Va detto, ma questo è implicito, che problemi di cosi vasta natura sono molto remoti ma possono accadere, è bene quindi come sempre essere pronti di modo che la nostra infrastruttura mantenga un livello di tolleranza sufficiente.

Quando si parla di cloud, per noi in Arda Solutions che lo trattiamo in modo specifico, non esistono soluzioni pre confezionate ed è questa la vera forza delle soluzioni “on cloud”: a seconda delle necessità operative è possibile definire una strategia che possa riguardare unicamente lo strato software oppure -soluzione che in effetti va per la maggiore- definire unicamente lo strato infrastrutturale cosi da poter adattare il software all’infrastruttura.

Nell’evoluzione dei servizi in cloud (è quindi qui inclusa la decisione di migrare parte o tutta l’infrastruttura ad un modello as a service) è quindi fondamentale scegliere più di un CSP con tecnologie diverse, costi diversi e funzionalità differenti ma il rischio, naturalmente, è di dover passare tutto il tempo a gestire l’infrastruttura districandosi fra servizi, costi, tariffe, SLA etc

La figura del cloud broker e la multi cloud strategy: In italia siamo ancora in pochi (forse meno di 5) ad offrire servizi di cloud brokerage certificati, la scelta consulenziale resta sempre “pura” e sopratutto l’indipendenza rispetto ai CSP permette una scelta migliore con una visione più a lungo termine. Questo tipo di approccio ha come cuore una scelta ragionata riguardo alle ridondanze e come queste vengano garantite su più data center di diversi provider. Nel caso specifico e classico di un sito web che deve garantire SLA molto elevati (andiamo sull’iper classico e-commerce) scegliere l’infrastruttura corretta fa sicuramente la differenza ma definire (per esempio) più frontend su piattaforme di cloud differenti e che dati e transazioni possano migrare tranquillamente (quindi database sync etc) renderà più sicuro il nostro servizio, in oltre, selezionare più di un CSP ci permette di migrare l’infrastruttura (resiliente naturalmente) facendo dei calcoli precisi su costi e dimensioni e decidere, per esempio, che lo spawn di nuove istanze per i prossimi 15 giorni avverrà solo su Amazon per poi tornare su Azure o spostarsi su Softlayer…

In ultima analisi, è importante ricordare come “pensare in questo modo” abbia veramente l’effetto di impedire a qual si voglia vendor di applicarci dei lockin più o meno visibili: un infrastruttura pensata per migrare agilmente da un cloud all’altro spostandosi senza (quasi) batter ciglio utilzzando la tecnologia corretta e il supporto di chi possa far diventare la nostra cloud strategy una multi cloud strategy ci assicura *realmente* dei costi sotto controllo e infrastruttura *realmente* sicura.

 

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