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Questo post nasce in risposta ai numerosi progetti che ultimamente ci stiamo trovando ad affrontare.

Sempre più aziende tendono a voler “staccare” pezzi della propria infrastruttura, portandoli all’esterno del perimetro, in cloud: alcuni in ottica SaaS altri IaaS. E’ però necessario ricordare come, una scelta del genere (più che corretta, nel 2015) deve essere sostenuta anche da un cambio di mentalità: modalità diverse di gestione applicativa, approccio differente all’HA e la forte convinzione che l’utilizzo delle potenzialità del cloud passa anche (e sopratutto) attraverso l’utilizzo di sistemi di automazione. Docker, punta di diamante dei container, definisce meglio questo approccio agnostico portando, anche nei container, la possibilità (relativamente semplice) di sviluppare una strategia multi cloud

Come detto quest’articolo nasce con l’intendo di dare una visione più pratica al concetto di multi cloud, infatti, con l’introduzione ad inizio anno di Docker Machine, Docker ha permesso al paradigma dei container di fare un salto di qualità.

Il motivo che sta alla base dell’introduzione di un tool cosi importante è dovuto sostanzialmente alla necessità, sempre più stringente, di poter muovere le applicazioni da un CSP ad un altro con relativa semplicità: ed è qui che entra in gioco Docker Machine, infatti, questa componente ha la funzione di preparare l’ambiente affinché l’applicazione già in docker possa essere eseguita in modo abbastanza semplice e veloce:

Where Docker is about running an app in a container, Docker Machine (in beta) is about deploying the packaged app on a supported target infrastructure

Per ora, Docker machine supporta:

  • Amazon EC2
  • Digital Ocean
  • Google Cloud Platform
  • IBM Softlayer
  • Microsoft Azure
  • Microsoft Hyper-V
  • OpenStack
  • Rackspace Cloud
  • VirtualBox
  • VMware Fusion
  • VMware vCloud Air
  • VMware vSphere

L’elenco qui sopra significa anche un altra cosa: non solo docker è già capace (o lo sarà quando docker machine sarà maturo) di muovere le applicazioni attraverso i vari CSP ma, inoltre, è in grado di spostare tali applicazioni anche dalla nostra infrastruttura a quella in cloud, il tutto gestito da un unica interfaccia Docker.

Insieme a Docker Machine, le altre 2 componenti degne di nota sono: Swarm (Clustering per docker) e Compose (linking fra container).

Insieme questi 3 elementi possono rendere i container in grado di dare alla strategia multi cloud quel che mancava, a patto (come detto già nell’introduzione) di essere disposti a modificare l’approccio e quindi sfruttare (correttamente) le potenzialità offerte.

Ma in questo, possiamo aiutarvi noi 🙂

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