Arda Solutions s.r.l. | The Informal Blog

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Ultimamente ci stiamo concentrando parecchio qui in Arda Solutions testando nuovi paradigmi che rendano più comodi e fruibili i servizi di deploy, test e gestione infrastrutturale, ne usiamo e proponiamo già molti ma l’argomento è veramente in grande evoluzione e le soluzioni sempre più avanzate e complete! Per nostra natura il nostro perimetro resta lo IaaS, è li che siamo forti e abbiamo un grosso know how ma, non è più cosi raro nell’ultimo periodo arrivare anche a fornire strumenti per la gestione di quello che “sta sopra”. Nel paradigma cloud questo significa PaaS e quindi un “framework” in grado di gestire (o dare per scontata) la parte infrastrutturale fornendo strumenti per uno sviluppo agile, oppure per creare nuove applicazioni oppure per distribuirle in modo più rapido e semplice. E’ questo il caso, per esempio, di deis.io, la piattaforma di cui parleremo oggi che unendo docker e PaaS dovrebbe portare quella sferzata di aria fresca necessaria all’adozione del cloud in modo più orizzante

Per chi è a secco riguardo questo genere di argomenti consiglio una rapida lettura riguardo a: IaaS, PaaS, docker heroku . Descrivere cosa fa deis.io è descrivere più o meno dove sta andando a finire il mondo cloud non SaaS. E’ importante infatti ricordare che l’infrastruttura è un modo corretto per mantenere il giusto controllo su tutto lo stack ma la complessità della gestione unita ai ritmi sempre più incalzanti obbliga sempre più chi si occupa di infrastrutture a proporre, scegliere ed adottare strumenti che possano allargare la visione permettendo anche la gestione degli strati di business supportati da questa infrastruttura.

In questo caso deis.io si pone proprio nel mezzo fra infrastruttura e applicazione permettendo di mantenere lo stesso livello di integrazione sia in cloud che in hybrid cloud (si “appoggia” infatti sull’infrastruttura esistente) ma gestendo il processo di deploy, configurazione, management etc di tutte le applicazioni incluse all’interno dell’infrastruttura. Grazie a Docker che crea la “virtualizzazione applicativa” mantenendo la portabilità e alla configurazione ispirata ai workflow di gestione già visti su heroku è evidente come questo semplifichi il lavoro di tutti giorni.

Tutto bello ma… Il progetto nemmeno a dirlo è ancora poco maturo e, utilizzando docker come cuore della piattaforma, l’infrastruttura è tenuta su da CoreOS  che personalmente pensiamo sia un ottima soluzione ma ancora un ottima speranza, speriamo appunto di vederlo bene ma per ora è anche lui poco maturo.

Infatti, abbiamo provato a creare una nostra applicazione scritta in perl e inserito del codice che usiamo normalmente per i test sulle piattaforme (niente di particolare: curl verso qualche sito, operazioni matematiche, scritture e letture di file etc) e qui è arrivato il primo problema: l’integrazione fra docker e git non è gestita al massimo e abbiamo dovuto perdere parecchio tempo per sistemarla

In oltre, una volta pubblicata e resa disponibile, e fatti i dovuti test, la lettura dei log non è stata cosi “immediata” la colorazione faceva a cazzotti con la configurazione base della bash e abbiamo dovuto modificare un po’ di configurazioni perché funzionasse tutto abbastanza bene.

Nota molto positiva per quanto riguarda i test intrinsechi e la capacità di scalabilità intrinseca, ha funzionato al primo colpo e l’interazione con CoreOS è discreta e per ora non ha creato troppi problemi (se non problemi derivati appunti da CoreOS)

In definitiva, deis.io ha bisogno di tempo per maturare ma è già un valido esempio riguardo a quello che succederà: sempre più lo IaaS sarà funzionale al PaaS (nelle aziende dove c’è una politica di cloud integrato) e strumenti come questi permetteranno di riflettere la strategia aziendale con sistemi più integrati che gestiscono sia la parte infrastrutturale che la parte applicativa. Staremo a vedere!

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